lunedì 3 aprile 2023

Parisi, vita privata di un Nobel che sogna i balli greci

 


“Dal punto di vista mondano l’uomo di scienza non esiste” dice il batteriologo Walter in Il velo dipinto di W.S. Maugham, autore citato con grata ammirazione in Gradini che non finiscono mai (La Nave di Teseo) dal Nobel italiano 2021 Giorgio Parisi. Che al giornalista Piergiorio Paterlini ha dettato una variegata e poco controllata autobiografia letterariamente mediocre, come del resto il titolo del libro, ma di grande presa: e proprio per la vita mondana, oltre che per quella intima, nonché privata e persino politica.
Il titolo nasce giusto dalla sfera intima e non sottende un’ascesa verso sempre nuove mete scientifiche giacché evoca piuttosto un incubo ricorrente confessato da Parisi, intento nel sonno a scendere in casa gradini interminabili verso una porta d’ingresso al pianterreno che non raggiunge mai.
Il libro parla dell’uomo più che dello scienziato: ipocondriaco nato (anche per colpa di un aneurisma all’arteria che ha costituito un caso clinico unico (“Sono diventato protagonista di un articolo medico-scientifico”), cocciuto nello scrivere e dire “chilulgia” per difetto di consonante, liberale da studente e via via marxista, sciatore tenace, viaggiatore frenetico sia per lavoro che soprattutto per vacanza, buon chef e ottimo gourmet, lettore onnivoro e multiforme, da sempre Parisi ama in maniera ossessiva soprattutto danzare, nutrendo in particolare per i balli greci una passione speciale: “Mi ripassavo a letto, mentre mi addormentavo, i passi di salsa e bachata”. Come fosse stata una teoria di fisica quantistica, campo nel quale ha dato risultati tali da dire a Paterlini (con malcelato understatement e richiamandosi al George Balley della Vita è meravigliosa, l’uomo convinto da un angelo a non suicidarsi per scongiurare le sciagure che si sarebbero avute): “Mi capita di chiedermi cosa sarebbe successo alla fisica se io non fossi esistito”.
Domanda tuttavia non sussiegosa, dal momento che le scoperte conseguite sui vetri di spin, la risonanza stocastica, i sistemi complessi e i relativi criteri di ottimizzazione e soddisfacibilità sono state diretta conseguenza di circostanze casuali possibili solo a un uomo di scienza preda della curiosità dell’uomo della strada: natura doppia che lo ha per esempio portato a chiedersi perché nel cielo di Roma gli storni volino in stormi sincronizzati, dandone poi risposta anche in un libro, In un volo di storni, che è l’esito di una sua ulteriore scoperta.
Il caso dunque. Parisi scopre per esempio perché una piccola variazione fisica possa determinare effetti enormi e impensabili (come l’aumento di dieci gradi della temperatura del pianeta) dopo aver assistito fortuitamente alla lezione di un climatologo che parlava di glaciazioni: studiando il fenomeno, svela il segreto della risonanza stocastica che si ritrova anche nel movimento dei gamberi di fiume e spiega pure come un batterio intestinale di un paio di micron possa trovare lo zucchero che gli è vitale grazie a una variazione infinitesimale che avverte da un “rumore”, una risonanza casuale.
La meccanica statistica, fondata sulle teorie delle probabilità, è diventata con Parisi una scienza capace di spiegare il mistero, presente in ogni attività umana, dei sistemi complessi e disorientati (effetto dei vetri di spin: leghe magnetiche cariche di proprietà anche contrastanti), dati da elementi differenti che perseguono autonomamente finalità distinte ma che interagendo sortiscono nuovi equilibri, che vuol dire anche nuovi stati energetici. Le applicazioni pratiche appaiono gigantesche e sono oggi solo all’inizio. Il colmo è che Parisi, principe della teoria e uomo estremamente pratico, è giunto a tali scoperte attraverso puri calcoli matematici che solo dopo molti anni sono stati dichiarati esatti e infine sperimentati. Al contrario di ogni prassi scientifica.